Economia: dal Cashback sperimentale di Natale a quello Standard Come ottenere il rimborso e aiutare il Paese

di Alessandra Orabona

Con un boom di richieste inattese e non poche difficoltà pratiche, il Governo ha lanciato dall’8 al 31 dicembre 2020 il Cashback sperimentale di Natale, un sistema digitale che dovrebbe rimborsare (fino a 150 euro) gli acquisti fatti nell’arco del mese nei negozi fisici usando strumenti di pagamento elettronici. Tuttavia, l’app IO ha riscontrato una serie di problemi tecnici dovuti al sovraccarico di accessi, che ha di fatto vanificato il primo giorno di acquisti.

Il Cashback di Natale mira ad agevolare i negozianti, per cui non è valido per gli acquisti effettuati online. Per poterne usufruire è necessario essere maggiorenni residenti in Italia, effettuare la registrazione tramite Spid o carta d’identità elettronica e portare a termine almeno 10 operazioni cashless: sarà riconosciuto il 10% di rimborso per una spesa massima di 1.500 euro, con un rimborso quindi fino a 150 euro, che sarà accreditato a febbraio 2021 sull’Iban indicato al momento dell’adesione all’iniziativa.

A partire dal 1 gennaio 2021, scatterà la fase del Cashback Standard che prevede un rimborso semestrale pari al 10% di quanto speso dal consumatore fino ad una soglia massima di 1500 euro a semestre (quindi con un rimborso massimo di 300 euro in un anno), purché si eseguano almeno 50 transazioni cashless a semestre con carte o app di pagamento in negozi, bar, ristoranti e supermercati o presso artigiani e professionisti. Ciascun pagamento, però, sarà considerato fino ad un massimo di 150 euro, anche se di importo superiore, per favorire non tanto chi compie pagamenti consistenti ma piuttosto chi effettua più operazioni di pagamento cashless. Non è fissato un tetto minimo di spesa ma per ogni singolo pagamento il rimborso sarà massimo di 15 euro. Sono ammessi indistintamente tutti gli acquisti fatti come consumatori in modalità elettronica ma non anche quelli effettuati nell’ambito dell’attività professionale o imprenditoriale.

È previsto, poi, anche un Supercashback, un rimborso che verrà riconosciuto ogni semestre per 1.500 euro, in aggiunta al cashback standard, ai primi 100.000 registrati che abbiano effettuato il maggior numero di operazioni cashless, a patto che eseguano almeno 50 operazioni di pagamento nel corso del semestre.

“Guadagni, vinci e cambi il Paese” è lo slogan del piano economico, lanciato non solo per modernizzare l’Italia, scoraggiando l’uso dei contanti, ma anche per favorire lo sviluppo di un sistema digitale più veloce, semplice e trasparente, che consenta di combattere l’evasione fiscale grazie al tracciamento più serrato delle transazioni.

“Furbetta” degli acquisti smascherata dai carabinieri Nei guai una 60enne

I Carabinieri della Stazione di Morra de Sanctis, in Irpinia, hanno denunciato una 60enne della provincia di Pordenone, ritenuta responsabile di “Truffa” nonché “Indebito utilizzo di carta di credito e di pagamento”.

L’attività d’indagine condotta dai Carabinieri prende spunto dalla denuncia sporta dalla titolare di una carta prepagata, indebitamente utilizzata da ignoti per effettuare ricariche telefoniche ed acquisti online per qualche centinaio di euro.

Attraverso una serie di accertamenti i Carabinieri sono risaliti all’identità della presunta responsabile che è stata quindi deferita in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria.

Molti avranno certamente ricevuto qualche strano SMS o mail con richiesta di comunicare i dati per favorire una pseudo “verifica” in atto da parte della banca o dalle Poste.

L’Arma invita a diffidare da queste mail poiché certamente si tratta di tentativi subdoli di rubare letteralmente i dati personali.

Questa tipologia di mail è detta “Phishing”, termine che tradotto dall’inglese in italiano vuol dire letteralmente “pescare”.

Tali comunicazioni hanno l’aspetto di una vera e propria mail che la banca o Poste Italiane potrebbe inviare a favore di una “verifica” dei dati: l’obiettivo del testo è quello di invogliare l’utente a comunicare i propri dati che, però, non giungono al proprio istituto ma a criminali che sfruttano le informazioni per prosciugare i risparmi.

Quindi è molto importante prestare le dovute attenzioni: le Banche e le Poste Italiane non effettuano mai la richiesta di dati sensibili tramite mail perché optano per vie di comunicazione dirette e meno soggette a truffe.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino, invita i cittadini a sporgerne immediata denuncia qualora si ricevi tale tipo di mail.

La carta virtuale, la giusta risposta alle truffe online Può essere l' arma per combattere efficacemente gli imbrogli sul web

di Mario Sorbo

Tutti quanti, soprattutto in questo periodo post Covid, hanno avuto necessità ed ancora ne avranno di fare acquisti online. La possibilità di poter comprare di tutto a distanza è di una comodità smisurata, dando la chance a chiunque di poter acquistare anche un qualcosa di lontanissimo dalla propria abitazione. Il tutto, poi, senza muoversi da casa, ricevendo la merce direttamente al proprio indirizzo. Ed è proprio per lo sviluppo disarmante che hanno avuto i canali internet che le truffe online sono aumentate considerevolmente, colpendo sempre più spesso i malcapitati di turno che hanno fatto acquisti sul web con le proprie carte.

La carta prepagata

Per questo genere di operazioni, ovviamente, è assolutamente sconsigliato mettere su internet i dati delle proprie carte bancomat o di credito, facilmente clonabili dai truffatori online che potrebbero mettere le mani sui codici e quindi far loro il tesoretto presente su di esse. Pertanto, la giusta soluzione non può che essere la carta prepagata, o ricaricabile: una tessera vuota che noi, appunto, ricarichiamo di volta in volta solo ed esclusivamente con la cifra necessaria per fare il nostro acquisto online. Così facendo, seppur dovesse essere clonata, non metteremmo a rischio nemmeno un centesimo del nostro patrimonio. E se ci fosse un metodo ancora più sicuro ed efficiente?

La carta virtuale

Questo metodo non può che essere riallacciato alla carta virtuale: una carta creata stesso dal sito internet o dall’app della banca che si collega ad una nostra carta principale ma che genera, addirittura, nuovi dati, rendendo dunque le tessere madri completamente immuni da clonazioni. Queste, inoltre, non devono essere ricaricate, verrebbe dunque a meno anche il canone della prepagata, così come i costi dell’operazione per spostarci al di sopra il denaro.

Le caratteristiche

La carta virtuale, creabile soltanto dalle tessere di ultima generazione (bancomat, prepagate o credito che siano) danno la possibilità al cliente di avere una carta fittizia con dei dati del tutto inventati, utili però per fare gli acquisti online. La carta non va ricaricata, dunque, ma va soltanto scelto l’importo massimo spendibile con la stessa. I soldi, quindi, non vengono materialmente spostati su di essa ma viene soltanto delineato un tetto massimo oltre il quale non è possibile andare. La carta virtuale, poi, può essere usa e getta (valida per un singolo acquisto) o di durata (valevole per un arco temporale prestabilito), evitando così al cliente di dover ripetere più volte l’operazione di creazione. Infine, dopo aver fatto i relativi acquisti con le carte virtuali, queste possono anche essere bloccate e quindi eliminate, cancellando così ogni collegamento possibile alla carta principale. Inutile dire che, se la carta virtuale viene creata da un bancomat avrà quelle caratteristiche, mentre se creata dalla credito quelle di quest’ultima. I rimborsi eventuali, poi, saranno direttamente trasferiti sulla carta principale, anche se la virtuale dovesse cessare di esistere. Beh che dire: quale comodità maggiore di questa per fare in tutta tranquillità i nostri acquisti online?