“Gente distratta”, l’album di esordio di Cristina Galiero La cantante aversana: "Dedicato a Napoli e alla Campania"

E’ uscito “Gente distratta”, l’album di esordio dell’aversana Cristina Galiero, cantante, autrice e vocal coach. Il lavoro musicale è uno straordinario omaggio alla terra campana, alla sua gente, alle sue bellezze, alle sue unicità invidiate da tutto il mondo ma di cui spesso proprio i campani non hanno piena consapevolezza di questo ingente patrimonio di valori, arte, cultura e natura.
Non è un caso che l’album sia tutto in lingua napoletana, poiché il lavoro testimonia l’amore che la cantautrice ha per la “napoletanità” di cui il grande Troisi ci ha dato una visione illuminante. Attraverso la voce della Galiero la napoletanità pulsa prepotentemente in un album che vuole raccontare l’anima dei napoletani, l’amore e la capacità di affrontare tutte le difficoltà della vita con un sorriso. «Ho scritto anche brani in lingua italiana – dichiara la cantautrice – ma sentivo dal profondo del mio cuore che dovevo dedicare il mio disco a Napoli ed alla Campania, alla terra che amo!».
Il disco, uscito su etichetta discografica Sud in Sound – Napoli, vanta collaborazioni di prim’ordine a cominciare dalla squadra di musicisti schierata al fianco della voce di Cristina: dal maestro Gennaro Franco (sua anche la direzione artistica e gli arrangiamenti) a Antonio Mambelli (batteria), Aniello Misto (basso), Michele Montefusco (chitarre). Di rilievo anche le voci che sono di Teresa Galiero, Gianpaolo Aspasini, Licia D’Alesio, Mariapia Nunneri e Giuseppe Lanzone. Dieci i brani che impreziosiscono l’album, tra cui anche delle cover: A maggio l’ammore; Era de maggio; Munasterio e Santa Chiara; Gente distratta; a rumba de Scugnizzi; Tammurriata nera; E’ cosa e nient; Je so pazzo; Follie di un tempo; Anima napoletana.
Un progetto artistico che parte da lontano: «Avevo in mente questo progetto da molto tempo, ma non avevo ancora elaborato come doveva essere strutturato; poi la morte prematura del grande Pino Daniele ha acceso una  luce intensa dentro di me che è stata la guida per raccontare quella Napoli che Pino aveva tanto amato e sostenuto con la sua musica».
Un omaggio a Pino Daniele che si avverte sin dal titolo del disco: «Sì è proprio così», conferma la Galiero che aggiunge: «nell’album c’è anche il brano “Gente distratta”, ma non è quello di Pino, è solo omonimo. Inizialmente lo avevo chiamato “Gente”, ma in realtà quello che meglio rappresentava la mia idea era proprio la distrazione intesa nella sua accezione più ampia, cioè come distrazione dalle difficoltà della vita, dalle bellezze della propria terra e dall’amore. Omaggio Pino Daniele anche con la cover “Je sò pazzo”, poiché questa canzone parla di un uomo che rappresenta con efficacia il popolo napoletano e la sua “pazzia” intesa come libertà di fare ed esprimersi e protestare a modo suo, esattamente ciò che io identifico con lo spirito napoletano più autentico. La versione finale è stata completamente riarrangiata ed ha un approccio psicologico molto teatrale perché sto artisticamente lavorando a un progetto in cui tutto l’album diventerà un recital da portare nei teatri e che nella musica e nei testi celebrerà per l’appunto l’anima napoletana».
Una grande scommessa quella di Cristina Galiero che tra l’altro è fondatrice dell’Accademia di Canto “Unisound” di Aversa, nonché ideatrice del metodo” di canto “Body Singing”. Molto conosciuta per le sue performances di grande spessore interpretativo che l’hanno vista protagonista su prestigiosi palcoscenici come quello dell’Italian Festival Days di Cardiff in Galles, del Jazz Festival di Pozzuoli, dello Spring Art, del Toscana Jazz, del Fermo Jazz. Il suo innovativo metodo di canto, il “Body Singing”, l’ha inoltre segnalata da tempo come una delle insegnanti più affermate e qualificate del territorio.