Maradona, Napoli in campo con una maglia stile Argentina

Come anticipato ieri da Carlo Alvino, il Napoli questa sera scenderà in campo con una maglia speciale, in stile Argentina, per omaggiare Diego Armando Maradona.

Ecco il comunicato della Ssc Napoli: “Un anno fa, insieme a Kappa, abbiamo pensato di disegnare una speciale maglia gioco che ricordasse Diego Maradona, la sua amata Argentina e il fortissimo legame con la gente di Napoli. Insieme speravamo che Diego potesse vederla, magari indossarla ed emozionarsi con noi. La presentazione del nuovo kit era già stata concordata per la 9^ giornata di campionato, in occasione del match SSC Napoli-Roma. La Kombat che sarà indossata stasera dai calciatori avrà un significato ancor maggiore rispetto a quanto ipotizzato inizialmente”.

Maradona, una lunga giornata di dolore e ricordo

Tutto il mondo ha celebrato Diego Armando Maradona. Il giorno del dolore. Commozione, lacrime, incredulità per la scomparsa del più grande calciatore di sempre. Ora il Pibe de Oro riposa accanto ai genitori, al cimitero Jardin de Bella Vista. L’ultimo saluto di amici e familiari è avvenuto nella tarda serata. Un lungo corteo da Casa Rosada dove era stata allestita la camera ardente. Migliaia di persone l’hanno voluto omaggiare per l’ultima volta. Hanno seguito il carro funebre. “Mai vista una cosa del genere”, questo il racconto dei giornalisti che hanno raccontato l’ultimo viaggio. Dall’Argentina a Napoli. Gli azzurri hanno battuto il Rijeka dedicando la vittoria del numero 10. Una folla immensa di tifosi che per tutto il giorno hanno portato il loro saluto all’esterno del San Paolo. Candele, fiori, foto, sciarpe e bandiere. Poi la fiaccolata da brividi con Insigne che assieme a Tommaso Starace, lo storico magazziniere, ha deposto una corona di fiori e poi tutti gli azzurri che sono scesi in campo con la maglia numero 10. E quell’immagine di Maradona che ha accompagnato per tutto il match il suo Napoli. Una giornata intensa, di ricordo, di memoria ma anche di malinconia per quegli anni meravigliosi. Intanto nelle prossime settimane, concluso l’iter burocratico, lo stadio San Paolo prenderà il nome di Diego Armando Maradona.

L’ultimo saluto a Maradona, aperta la camera ardente

Scende strazianti, dolore intenso, lacrime, commozione, davanti alla Casa Rosada dove è stata allestita la camera ardente per Diego Amando Maradona. In migliaia per l’ultimo saluto al campionissimo. Tifosi disperati. Si sono registrati anche momenti di tensione all’esterno del palazzo presidenziale a Buenos Aires che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

Il feretro del Pibe de Oro è coperto da una bandiera argentina e dalla maglia con il numero dieci. Poi bandiere, striscioni, fotografie.

In Argentina si stima l’arrivo in giornata di un milione di persone per l’ultimo saluto a Maradona.

De Magistris: “Lo stadio si chiamerà Diego Armando Maradona”

“Lo stadio si chiamerà Diego Armando Maradona. Lo vuole il popolo, ieri è stata una voce unanime. Diego ha la capacità di unire tutti i napoletani”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris intervenuto stamattina a Radio anch’io sport.

Intanto in Argentina, il campionato cambia nome in omaggio al Pibe de Oro. Il torneo prende, dunque, il nome di Coppa Diego Armando Maradona.

Maradona, la camera ardente alla Casa Rosada

Il giorno dopo la morte di Diego Armando Maradona Napoli e il mondo sono sotto choc. La salma del più grande calciatore di sempre è arrivata alla Casa Rosada a Buenos Aires, il palazzo presidenziale argentino, dove è stata allestita la camera ardente. Sono centinaia le persone che da ore sono in fila per rendere omaggio al campionissimo.

La veglia funebre durerà fino alle 20:00 ora italiana, dopodiché Maradona verrà sepolto. Prima dell’apertura della camera ardente al pubblico sono entrati, per l’ultimo saluto, l’ex moglie Claudia Villafane, le figlie Dalma e Giannina e numerosi calciatori ed amici del Pibe de Oro.

Napoli e il mondo piangono Maradona

Napoli e il mondo piangono Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi. Incredulità, dolore e commozione per la sua scomparsa. La Ssc Napoli lo ricorda sui profili ufficiali con una N listata a lutto: “Per sempre, ciao Diego. Tutti si aspettano le nostre parole. Ma quali parole possiamo usare per un dolore come quello che stiamo vivendo? Ora è il momento delle lacrime. Poi ci sarà il momento delle parole”. “È triste perdere amici in questo modo. Sicuramente un giorno giocheremo a calcio insieme in cielo”. Così Pelè, il più grande dopo Maradona. “Grazie eterno. Eterno Diego” . Il Boca Juniors gli rende omaggio come tutta l’Argentina che ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. “Sono talmente sconvolto che non riesco a parlare”. In lacrime Ottavio Bianchi, ex allenatore del numero 10 così come il suo ex presidente, Corrado Ferlaino: “Non era solo un giocatore, era lo spirito di Napoli”.  Migliaia e migliaia e i messaggi di cordoglio giunti da tutto il mondo. “Diego ha fatto sognare il nostro popolo, ha riscattato Napoli con la sua genialità, ci ha reso protagonisti di un’era calcistica. Nel 2017 lo abbiamo reso nostro cittadino onorario, ma non perché fosse necessario, visto il legame viscerale con la nostra città, ma perché era un atto dovuto. Diego, napoletano e argentino, ci hai donato gioia e lacrime di felicità! Napoli ti ama, Napoli ti piangerà per sempre”. Questo il ricordo del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. “Unico, irripetibile genialità, il più grande di tutti, il più amato di tutti. Un grande uomo di calcio, un grande uomo di sport che prima del mondo intero, ha fatto innamorare Napoli perché di slancio e senza ipocrisia ha saputo scoprirne e interpretarne l’anima. Ha contribuito a riaccenderne l’orgoglio, unendo generazioni che lo hanno saputo amare, capire e anche perdonare”. Così il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca.  Carlo Alvino, ha chiesto di intitolare subito lo stadio San Paolo a Maradona e così tanti consiglieri hanno avanzato già la proposta all’assessore allo sport Ciro Borriello che, nel frattempo, ha annunciato il lutto cittadino.

E poi i tifosi, il popolo, un dolore incredibile che ormai da ore corre sui social. Un dolore per colui che ha rappresentato il riscatto di un popolo, che ha regalato a Napoli gioie ed emozioni immense. Un dolore per chi non sarà mai dimenticato. Il ricordo di Maradona sarà eterno.

E’ morto Maradona

E’ morto Diego Armando Maradona, che il 30 ottobre scorso aveva compiuto 60 anni: un arresto cardiorespiratorio gli è stato fatale nella sua casa di Tigre, dove si era ritirato due settimana fa dopo l’operazione al cervello.

Migliorano le condizioni di Maradona

Continuano ad arrivare notizie più che positive sul recupero e sulle condizioni di salute di Maradona, operato martedì al cervello per rimuovere un ematoma subdurale. Il nuovo bollettino medico di giornata diffuso dal neurologo che ha in cura Diego, Leopoldo Luque, sottolinea che “il decorso continua a essere molto buono. La novità del giorno è che la Tac di controllo è stata eccellente. Siamo molto contenti e lui ha tanta voglia di andarsene dall’ospedale. L’idea è di tenerlo comunque qui almeno un altro giorno anche se pure per i medici della clinica ci sarebbero le condizioni per dimetterlo. Ma ci aspettiamo di trattenerlo fino a domani. Può camminare, parla con me e lo vediamo molto più lucido. Ovviamente è molto presto ma il suo recupero è eccellente per noi e quando sarà dimesso, sarà comunque tenuto sotto controllo nella sua abitazione”.
fonte corriere dello sport

Maradona, riuscita l’operazione al cervello

Maradona sta bene. L’intervento al cervello è riuscito. “Tutto è andato come previsto, Diego sta bene e sta riposando nella sua stanza”. Lo ha detto Sebastian Sanchi, portavoce del pibe de oro. Maradona è stato operato dal suo medico personale Leopoldo Luque: “Siamo riusciti a rimuovere il coagulo di sangue. Diego ha affrontato bene l’operazione. È sotto controllo. C’è un po’ di drenaggio. Rimarrà sotto osservazione”. Queste le dichiarazioni di Luque all’esterno della clinica Olivos di Buenos Aires.