Covid, smart working fino al 70% Il Governo sta pensando di incrementare il lavoro da casa per evitare i contagi

di Valerio Chiusano

Il governo sta pensando di varare nuove misure tali da portare al 70% le attività degli uffici pubblici da svolgere da casa. L’obiettivo, da come riferisce l’Ansa, è incrementare lo smart-working per ridurre gli spostamenti e i conseguenti rischi di circolazione e contagio da Covid-19. Da settembre per i dipendenti pubblici era iniziato il rientro e le attività da svolgere in remoto si fermavano al 50% del personale, compatibilmente con il tipo di mansione svolta.

Napoli: riaperto il pronto soccorso del Cardarelli L’azienda ospedaliera aveva chiuso il reparto per sanificazione

di Valerio Chiusano

Il pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli ha riaperto la scorsa notte, dopo esser stato chiuso nel pomeriggio di ieri per l’arrivo di una decina di pazienti, ricoverati per alcune patologie,  risultati, successivamente, positivi al Covid.

Sanificazione e riapertura nella notte

In una nota dei vertici del Cardarelli si legge:

“Al fine di evitare di generare allarmismi, si precisa che le operazioni di sanificazione delle aree del pronto soccorso non sono state dettate da un elevato numero di pazienti risultati positivi al Covid-19, ma dall’esigenza di garantire la massima sicurezza dei degenti e degli operatori sanitari a causa del passaggio, come in questo caso, di un paziente risultato successivamente positivo negli ambienti del pronto soccorso”.

Nella nota si ribadisce ancora l’impegno dell’azienda ospedaliera dall’inizio della pandemia: “la linea del management dell’Azienda ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli è stata quella di porre in essere protocolli di massima prudenza, necessari a prevenire e contrastare eventuali occasioni di contagio”.

Cresce il numero di positivi tra i professori Possibile slittamento della data di apertura delle scuole

di Valerio Chiusano

Inzio difficile per il mondo scolastico a meno di una settimana dalla riapertura. L’avvio dei primi screening sul personale ha fatto emergere i primi casi di positività tra i docenti, a quanto pare già 30 in Umbria e 6 nel trevigiano.

Il governo e le regioni sono in procinto di avviare un nuovo vertice nella giornata di oggi, teso a trovare una soluzione, prima che la situazione possa diventare ancora più complessa.

Avviati test sierologici in tutto il Paese

I test sierologici stanno mettendo in evidenza dati allarmanti, così come in Umbria su 1.334 test ai quali si sono sottoposti professori e personale scolastico sono stati evidenziati 30 positivi e altri 6 positivi riscontrati nel trevigiano. A Bergamo, città tra le più colpite dal Covid, sono già stati prenotati oltre 6000 sierologici per il personale scolastico.

Gli Enti stanno varando alcuni provvedimenti per arginare preoccupazioni e disagi. Il comune di Roma ha stabilito che la misurazione delle temperatura avverrà direttamente nei nidi e nelle scuole per bambini, genitori e personale, mentre in Campania si adopererà il termoscanner in dotazione agli istituti scolastici.

Prime indicazioni anche sul tema dei trasporti: gli studenti  che utilizzeranno  gli scuolabus, dovranno misurare la febbre prima a casa e poi a bordo e sarà consentita la capienza massima solo per un tragitto della durata di 15 minuti.

Briatore ricoverato per Covid Le condizioni del patron del Billionaire sono serie

di Valerio Chiusano

Flavio Briatore è ricoverato per Covid all’ospedale San Raffaele di Milano.

Il noto imprenditore, proprietario del Billionaire, si era recentemente opposto alle stringenti disposizioni del governo, con le quali erano state  chiuse le discoteche per l’ingente  aumento dei numeri di positivi al Covid-19, arrivando a negare l’esistenza dello stesso virus.

Briatore non si trova in terapia intensiva, ma le sue condizioni sono state definite “molto serie”.

Coronavirus, somministrato il primo vaccino allo Spallanzani di Roma Al via la sperimentazione sull'uomo

di Valerio Chiusano

Stamattina, presso l’ospedale Spallanzani di Roma, è stato somministrato il primo vaccino anti-covid sull’uomo. La prima dose del vaccino è stato inoculata al primo volontario alle 8.30 di questa mattina, presenti all’avvio dei test il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato e i vertici dell’Istituto per le malattie infettive della Capitale.

Vaia: “è possibile che il vaccino sia prodotto in primavera”

Il direttore sanitario dello Spallanzani Francesco Vaia è fiducioso dell’efficacia del vaccino e ha, inoltre, aggiunto che”se tutto avviene nei tempi programmati il nostro auspicio è che sia prodotto in primavera”.
Vaia ha spiegato quale sarà il decorso della sperimentazione:

“Il primo volontario a cui stamattina è stata inoculata la dose di vaccino verrà tenuto in osservazione per 4 ore da una equipe poi tornerà a casa e verrà monitorato per 12 settimane. Mercoledì proseguiremo con altri due volontari e così a seguire tutti gli altri fino a 24 settimane. Poi se tutto andrà bene ci saranno la seconda e la terza fase di sperimentazione che probabilmente faremo in un paese dell’America Latina dove il virus è in crescita”.

“L’Italia, con questo vaccino, entra da protagonista nella guerra dei vaccini, non per arrivare prima ma per arrivare meglio e mettere il Paese in un sistema di parità. Perché avere un vaccino italiano significa non essere schiavi e servi di altri Paesi che diranno ‘io prima’ “, ha concluso,infine, il direttore generale dello Spallanzani.

Scuola, ecco le linee guida da seguire al rientro in classe Il protocollo anti-covid prevede collaborazione tra istituti e genitori

di Valerio Chiusano

Il 14 settembre è prevista la riapertura delle scuole in tutta Italia e l’inizio dell’anno scolastico 2020/21, il primo dell’era covid-19. Prudenza e prevenzione saranno fondamentali per la salvaguardia della salute degli studenti, del corpo insegnanti e di tutti coloro che lavorano all’interno degli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Scuola: protocollo anticontagio

L’Istituto superiore della sanità ha varato un protocollo per fronteggiare i casi di contagio nelle scuole, cosi come ha dichiarato il presidente dell’Iss Brusaferro:

“In una prospettiva di possibile circolazione del virus a settembre e nei prossimi mesi è stato necessario sviluppare una strategia nazionale di risposta a eventuali casi sospetti e confermati in ambito scolastico o che abbiano ripercussioni su di esso, per affrontare le riaperture con la massima sicurezza possibile e con piani definitivi per garantire la continuità. “La necessità di riprendere le attività scolastiche è indicata da tutte le agenzie internazionali, tra le quali l’Oms, come una priorità ed è tale anche per il nostro Paese”.

Linee guida in caso di contagio a scuola

Il documento è stato messo a punto da Istituto superiore di sanità, ministero della Salute, ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna e prevede le seguenti precauzioni e atteggiamenti da adottare in caso di contagio:

1) Nel caso in cui un alunno manifesti la sintomatologia a scuola, le raccomandazioni prevedono che vada isolato in un’area apposita, assistito da un adulto che indossi una mascherina chirurgica e che i genitori vengano immediatamente allertati ed attivati. Una volta riportato a casa, i genitori devono contattare il pediatra di libera scelta o medico di famiglia, che dopo avere valutato la situazione, deciderà se sia necessario contattare il Dipartimento di prevenzione (DdP) per l’esecuzione del tampone”
2) Sarà indicato un referente scolastico per il Covid-19 adeguatamente formato che tenga  un registro degli eventuali contatti tra alunni e/o personale di classi diverse. Tale figura collaborerà con i genitori, i quali dovranno misurare ogni giorno la temperatura dei figli e segnalare eventuali assenze per motivi di salute riconducibili al Covid-19.
3) il monitoraggio delle assenze fa parte dei compiti degli istituti, come previsto dal documento, utile, ad esempio, per individuare casi di classi con molti alunni mancanti che potrebbero essere indice di una diffusione del virus e che potrebbero necessitare di una indagine mirata da parte del DdP. Genitori misurino temperatura figli ogni giorno.

Ferragosto, stop a falò in spiaggia e limitata la movida Ordinanze restrittive in tutta Italia per diminuire gli assembramenti

di Valerio Chiusano

L’ombra di una seconda ondata di contagi da Covid-19 sta mettendo in agitazione l’Italia, tant’è che il ministro per gli Affari Regionali Boccia ha dichiarato recentemente di essere “convinto che dopo Ferragosto si arriverà alla chiusura in tutte le regioni di discoteche e stabilimenti balneari”.

La nuova impennata di contagi sta spingendo molti comuni italiani a varare nuovi divieti ed ordinanze per dimezzare gli accessi nelle discoteche e vietare i fuochi d’artificio e i falò sulla spiaggia per il Ferragosto.

Restrizioni in Emilia-Romagna, Veneto e Lazio

Una nuova ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini prevede di dimezzare la capienza per gli ingressi (sarà ridotta del 50%) nelle discosteche romagnole e stabilisce l’obbligo di indossare sempre la mascherina. Disposta anche la eventuale chiusura immediata del locale non appena accertate le infrazioni. Il provvedimento è in vigore dalle ore 13 del giorno di Ferragosto, e vale per quelle all’aperto ora in esercizio in regione. Quelle al chiuso infatti non hanno mai riaperto dopo il lockdown.

In Veneto, un nuova ordinanza prevede che il numero massimo di persone che possano entrare in discoteca non sia superiore del 50% della capienza massima normalmente autorizzata. Include, inoltre, l’obbligo di indossare sempre la mascherina all’interno del locale, compreso durante il ballo, ammesso, va ricordato, solo in presenza di piste all’aperto.

Divieto di fuochi e falò sulle spiaggia dei comuni di  Ladispoli e Nettuno nel Lazio.

 

 

Blocco dei voli e dei trasporti per Serbia, Montenegro e Kosovo Il Ministro Speranza aggiunge le tre nazioni balcaniche nella lista dei paesi a rischio

di Valerio Chiusano

Il Ministro della Salute Roberto Speranza, con una nuova ordinanza firmata oggi, aggiunge altri 3 Paesi alla lista delle nazione a rischio per la mancanza di uno standard di prevenzione sanitaria efficace per il Covid-19.

L’annuncio del Ministro Speranza tramite Facebook

La politica, ormai, da tempo dispone dei canali social per comunicare con i cittadini e, proprio attraverso la propria bacheca Facebook, il Ministro Speranza ha divulagato le nuove disposizioni previste nell’ordinanza appena varata:

“Ho firmato una nuova ordinanza che aggiunge Serbia, Montenegro e Kosovo alla lista dei Paesi a rischio. Chi è stato negli ultimi 14 giorni in questi territori ha il divieto di ingresso e transito in Italia. Nel mondo l’epidemia è nella fase più dura. Serve la massima prudenza per difendere i progressi che abbiamo fatto finora.

L’ordinanza firmata oggi, prevede il blocco dei voli aerei, dei treni e di tutti gli altri mezzi di trasporto per il collegamento da e per: la Serbia, il Montenegro e il Kosovo. Questi tre Paesi si aggiungono alla lista di quelli a rischio per la pandemia da Covid-19, comprendente già altre 13 nazioni. Attualmente lo stop riguarda 16 paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia, Montenegro e Kosovo.

L’impatto Covid-19 sul settore turistico Si rischia una stagione con più costi e meno ricavi

Bonus vacanze, come funziona e chi può accedere (e le polemiche)

Di Sharon D’Agostino

L’emergenza COVID 19, sta impattando in maniera considerevole sui bilanci delle imprese italiane.

L’impatto è dovuto soprattutto al calo della domanda, che ha colpito alcuni settori prima ancora che scattasse l’emergenza in Italia. In particolare, il comparto alberghiero/turistico è tra quelli che ne ha risentito, e ne risente di più.

Il COVID, ha determinato il totale blocco delle attività, soprattutto delle aziende di medie grandi dimensioni. Queste aziende, sviluppano fatturati di inoltre 30 miliardi di euro, e dunque sarà difficile per loro ripartire in quanto sono dinanzi ad una discesa di fatturato ma ad un aumento dei costi, basti pensare alle spese di sanificazione o anche alla riduzione del 50% di persone nelle strutture alberghiere e quelle di ristorazione in termini di coperti. Dunque, aumentando il rischio d’impresa, non si fanno più investimenti e ciò comporta una deflazione.

Si sostiene, che la ripresa sia più repentina per le attività di ristorazione, mentre più lenta per il settore alberghiero, ma in realtà, il COVID arriva in un momento dove già gli alberghi tradizionali crescevano meno di altre iniziative come il take-way o la fornitura di alloggi per brevi soggiorni, dunque ha peggiorato un’economia che già di uso presentava una ridotta capacitò di spesa degli individui.

Ma allora il problema è capire come ripartire in fretta limitando col tempo il rischio di contagio. Prendiamo in considerazione l’idea di: rafforzare l’offerta turistica nei punti scoperti, utilizzare al meglio la tecnologia con l’accoglienza telematica, con l’implemento di dispositivi no-touch, ma soprattutto puntare sulla domanda interna degli italiani, che possono colmare il calo delle presenze straniere.

Quindi, sarà difficile formulare il bilancio 2020, rispetto a quello degli anni precedenti, perché l’ambiente esterno è in continuo mutamento, si rischia di avere una stagione che ha più costi e meno ricavi.

L’imprenditore sulla base di ciò, potrebbe agire o aumentando i prezzi, ma in realtà dovrebbe farlo in maniera graduale, corretta e chiara come dimostrazione di serietà, sicuro di fornire un prodotto o un servizio di qualità. Oltre a questo, l’imprenditore potrebbe decidere di non aprire come alcuni già hanno fatto, ma in realtà il blocco dell’attività potrebbe essere irreversibile in quanto ci potrebbe essere la perdita di risorse umane valide per l’azienda che la concorrenza non aveva, ma soprattutto genera la perdita di clienti. In quest’ultimo caso, ne risente l’immagine dell’imprenditore, in quanto egli dovrebbe essere sempre in grado di fronteggiare qualsiasi situazione ponendosi obiettivi di medio-lungo periodo.

La storia mostra come le pandemie colpiscano i più poveri Nel XIV secolo, quando la peste si diffondeva, molti luoghi in Europa erano già tormentati da un periodo di raffreddamento climatico e di tempo irregolare. I raccolti erano infruttuosi e le carestie si abbattevano da prima dell'insorgere della pandemia

di Teresa Terracciano.

Roma, 27 Maggio 2020 – Nella Grande Carestia del 1315-17, secondo i dati storici, morì fino al 15% della popolazione dell’Inghilterra e del Galles. Con il calo dei salari e l’impennata dei prezzi del grano, sempre più persone furono spinte verso la povertà. Continua a leggere

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