Bufera Tik Tok: i giovani utenti si fingono vittime dell’Olocausto Dopo le critiche bloccata la #HolocaustChallange

di Valerio Chiusano    

TikTok, il social network cinese che conta quasi 2 miliardi di iscritti nel mondo, e i suoi giovani utenti sono al centro di una controversa polemica, nata da quando è stata lanciata la #HolocaustChallange ( sfida) nella quale i ragazzi, con brevi video, si fingono deportati ebrei durante la Shoah.

Si mostrano pallidi, ricoperti di cicatrici e ustioni davanti alla fotocamera, alcuni con pigiami a righe per rendere più caustica l’interpretazione. I video sono corredati da una descrizione, in alcuni casi, di una simulata testimonianza post-mortem delle vittime del genocidio: “Un giorno ci hanno detto di andare alle docce, mia madre ed io ci tenevano per mano. Sono morta nelle camere a gas”, recita una delle utenti dalla maglietta bianca come il volto.

Banalizzazione del dolore o tentativo maldestro di sensibilizzazione?

Il nuovo trend imperversato su TikTok ha sollevato numerose polemiche. Omaggio maldestro ad uno dei momenti più aberranti della storia dell’uomo o semplice esibizionismo da social? La ricerca estrema della popolarità scomoda la memoria e la sofferenza di vittime innocenti per la gratificazione di essere visualizzati, senza preoccuparsi delle conseguenze, sembra l’ipotesi più acclarata.

Mentre gli psicologi parlano di pornografia del dolore e ricerca di fama, il Memoriale di Auschwitz si è espresso negativamente ritenendo questa tipologia di messaggi dannosa e offensiva: “Alcuni video sono pericolosamente vicini o hanno già superato la linea di trivializzazione della storia.” TikTok, dopo le pesanti critiche, ha bloccato l’hastag #HolocaustChallage.