mercoledì, Aprile 17, 2024
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COP28 Dubai: l’ultima speranza per salvare il mondo dal catastrofico cambiamento climantico!

Il mondo si sta avvicinando all’inizio della Cop28 di Dubai, ma una denuncia sconvolgente sta scuotendo l’intera comunità internazionale. Nonostante le promesse e gli impegni fatti negli ultimi anni per affrontare il cambiamento climatico, il nostro pianeta sembra essere sulla strada sbagliata. Gli esperti ci avvertono che le temperature medie globali potrebbero aumentare di quasi 3 gradi entro la fine del secolo, superando di gran lunga la soglia critica di sicurezza di 1,5 gradi Celsius stabilita dalla scienza e sancita dall’Accordo di Parigi del 2015.

È l’Onu per l’ambiente, meglio conosciuto come Unep, a lanciare questo allarme straordinario che getta una luce spaventosa sulla situazione attuale della lotta contro il cambiamento climatico. Il mondo sembra essere completamente fuori rotta, con le promesse e gli impegni che si sono rivelati del tutto insufficienti per frenare il riscaldamento globale.

Il rapporto “Emissions gap report 2023,” pubblicato il 20 novembre, ci avverte che solo una completa attuazione dei contributi nazionali previsti dall’Accordo di Parigi, senza il supporto finanziario esterno, potrebbe limitare l’innalzamento della temperatura a 2,9 gradi rispetto ai livelli preindustriali entro la fine del secolo. Anche se si aggiungessero gli impegni condizionati con l’aiuto finanziario esterno, l’aumento sarebbe comunque di 2,5 gradi, molto al di sopra dell’obiettivo di 1,5 gradi.

Mentre si avvicina la Cop28 di Dubai, dobbiamo affrontare la difficile sfida di trasformare le promesse in azioni concrete per mitigare il cambiamento climatico. Secondo l’Unep, in uno scenario ottimistico, se tutti gli impegni verso l’azzeramento netto delle emissioni di gas serra venissero rispettati, potremmo limitare l’aumento della temperatura a 2 gradi. Tuttavia, al momento, questi impegni net zero non sono considerati credibili, con nessuno dei Paesi del G20 che sta riducendo le emissioni in modo coerente con tali obiettivi. Anche in uno scenario ottimistico, la probabilità di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi è solo del 14%.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha definito questa situazione un fallimento della leadership mondiale, un tradimento delle persone più vulnerabili e un’enorme opportunità mancata. Inger Andersen, Direttore Esecutivo dell’Unep, ha sottolineato l’urgenza di fermare l’aumento delle emissioni di gas serra e delle temperature globali, in quanto nessuna persona o economia può sfuggire agli effetti dei cambiamenti climatici. Il 2023 si preannuncia come l’anno più caldo mai registrato, con conseguenze potenzialmente devastanti.

I dati allarmanti del rapporto Unep evidenziano che la battaglia per mantenere l’obiettivo di 1,5 gradi potrebbe già essere persa, con la probabilità che il riscaldamento superi la soglia critica prima di poter tornare a diminuire. Solo nei primi nove mesi del 2023, sono stati registrati 86 giorni con temperature superiori a 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Settembre 2023 è stato il settembre più caldo mai registrato, con temperature medie globali superiori di 1,8 gradi rispetto ai livelli preindustriali.

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