lunedì, Luglio 22, 2024
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Euro 7: un accordo storico per il futuro dei motori endotermici

Nel panorama automobilistico mondiale, un evento cruciale si è materializzato attraverso l’intesa tra il Consiglio dell’Unione Europea e il Parlamento Europeo con riferimento alle nuove normative Euro 7 per i motori endotermici. Tale accordo non è altro che l’epilogo di un esteso dialogo denominato Trilogo, che funge da fase conclusiva di un iter iniziato più di un anno fa dalla Commissione Europea con una proposta notevolmente ambiziosa.

Il consenso di Acea

L’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (Acea), sotto la direzione di Luca De Meo, ha espresso un chiaro segnale di approvazione verso questa svolta normativa. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha etichettato l’intesa come equilibrata e utile per l’Italia, evidenziando il suo potenziale a tutelare l’industria automobilistica, considerata uno dei baluardi dell’eccellenza nazionale.

Standard più rigidi per un futuro sostenibile

Il moderno regolamento Euro 7 definisce parametri più stringenti in merito alle emissioni di gas di scarico, sia in ambito di test laboratoriali che in condizioni di guida effettive. Ci si riferisce, in particolare, a un tetto massimo di ossidi di azoto (NOx) di 200 mg/kWh in laboratorio e 260 mg/kWh su strada per bus e camion. Le metodologie di valutazione previste dal precedente Regolamento Euro VI rimarranno in vigore. Tra gli obiettivi più rilevanti spicca la diminuzione delle emissioni di particelle frenanti (PM10) fino a 3 mg/km per i veicoli elettrici, 7 mg/km per i veicoli a motore e ibridi e 11 mg/km per i furgoni.

Criteri innovativi per le batterie dei veicoli elettrici

L’attenzione si sposta anche sui requisiti di durabilità delle batterie per veicoli elettrici e ibridi. Il regolamento impone che le batterie preservino almeno l’80% della loro capacità originaria per un periodo di cinque anni o fino a 100.000 chilometri, e il 72% per otto anni nelle autovetture. Per i veicoli commerciali leggeri, si prescrive un mantenimento del 75% della capacità iniziale per cinque anni o 100.000 km, e del 67% per un arco temporale di otto anni.

La marcia verso l’implementazione

Il processo verso l’applicazione effettiva dell’accordo è ancora in corso. Sia il Parlamento che il Consiglio devono ancora dare la loro approvazione formale affinché il regolamento diventi operativo. Una volta ratificato, esso entrerà in vigore dopo 30 mesi per autovetture e furgoni, e dopo 48 mesi per autobus, autocarri e rimorchi, con l’aspettativa che la data di applicazione sia fissata per il primo luglio del 2030, specificatamente per i veicoli fabbricati da costruttori di piccola serie.

L’approvazione dell’Acea e le sfide future

L’Acea vede in questo accordo una pietra angolare che conferma la leadership europea nella definizione di standard di emissione per i veicoli a motore, consolidando una base solida per la pianificazione futura dell’industria. I produttori europei hanno già dimostrato un’efficacia notevole nel contenere le emissioni nocive del trasporto su strada, con una riduzione che supera il 90% dal primo standard Euro fino all’attuale Euro 6. Tuttavia, l’introduzione delle nuove normative comporterà significative sfide tecniche e finanziarie in un periodo chiave per la transizione verso la mobilità a zero emissioni.

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