giovedì, Giugno 20, 2024
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Come il boicottaggio a McDonald’s sta riscrivendo la politica del Medio Oriente!

Il panorama politico e sociale del Medio Oriente è in piena trasformazione, e in questo contesto, le catene di fast food americane McDonald’s e Starbucks si trovano al centro di un’ondata di boicottaggio promossa da movimenti filo-palestinesi. Attraverso l’uso dei social media e hashtag come #BoycottMcDonalds, questi attivisti denunciano presunte simpatie filo-israeliane delle due aziende e sospettano legami finanziari con Israele.

Il CEO di McDonald’s, Chris Kempczinski, ha risposto alle accuse prendendo posizione. Ha sottolineato che i franchising McDonald’s in ogni paese, inclusi quelli a maggioranza musulmana, sono gestiti da operatori locali che si impegnano attivamente nelle rispettive comunità. Tuttavia, l’iniziativa di McDonald’s Israel di fornire pasti gratuiti alle forze israeliane ha suscitato reazioni negative in alcuni paesi musulmani, portando alla chiusura di alcuni ristoranti franchising. McDonald’s Israel ha annunciato tramite i social media il suo impegno a donare migliaia di pasti al giorno ai soldati.

Il boicottaggio si sta diffondendo in diverse nazioni a maggioranza musulmana, come Egitto, Giordania, Kuwait e Pakistan, e sta iniziando a prendere piede anche in altri paesi. Secondo i media locali, un ristorante McDonald’s in Libano è stato preso di mira da gruppi filo-palestinesi. McDonald’s Libano ha specificato che le opinioni o le posizioni dei franchising in altri paesi non riflettono quelle della società libanese.

Recentemente, McDonald’s Malesia ha intrapreso un’azione legale contro il movimento di attivisti filo-palestinesi Bds Malaysia, accusandoli di diffamazione per aver promosso il boicottaggio del marchio, che ha portato a una perdita dell’1,89% delle azioni del franchising. L’azienda sostiene che le azioni del movimento abbiano provocato gravi danni finanziari e riduzioni di personale, e richiede un risarcimento di circa 1,31 milioni di dollari.

In paesi come l’Arabia Saudita, l’Oman, il Kuwait, gli Emirati Arabi Uniti, la Giordania, l’Egitto, il Bahrain, il Pakistan e la Turchia, le filiali di McDonald’s hanno espresso il loro dissenso verso le azioni di Israele e si sono impegnate a sostenere i palestinesi a Gaza. Ad esempio, McDonald’s Oman ha donato 100.000 dollari a Gaza. Complessivamente, le diverse filiali nei paesi islamici hanno raccolto oltre 3 milioni di dollari per Gaza.

Questo movimento di boicottaggio mette in evidenza l’impatto sempre maggiore delle questioni geopolitiche sulle attività delle multinazionali. La situazione in Medio Oriente continua a evolversi, e la risposta delle filiali di McDonald’s in questi paesi è un importante indicatore di come le imprese globali possano essere influenzate dalle dinamiche politiche e sociali locali. Questo fenomeno sottolinea la sfida che le aziende devono affrontare nel bilanciare i propri interessi commerciali con le sensibilità politiche e culturali delle regioni in cui operano.

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