giovedì, Giugno 20, 2024
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Dalla guerra nella mente alla rinascita: il segreto svelato per combattere il Ptsd

Nel mondo delle cure per il disturbo da stress post-traumatico (Ptsd), un’innovativa terapia si sta rivelando una speranza per i veterani colpiti da lesioni cerebrali gravi e sintomi depressivi debilitanti: l’ibogaina. Questa sostanza psicoattiva, estratta dalla corteccia della radice dell’arbusto africano iboga, sta guadagnando sempre più attenzione per il suo potenziale terapeutico.

Joe Hudak, un veterano con una carriera nelle Forze Speciali dell’esercito statunitense, ha sperimentato in prima persona gli effetti devastanti del Ptsd dopo aver servito in zone di guerra come Iraq, Afghanistan e Sud America. Nonostante le terapie tradizionali, compresi farmaci e psicoterapie, sembrassero inefficaci, Hudak ha continuato a combattere con disperazione. Nel 2015, dopo vent’anni di servizio, ha deciso di ritirarsi.

La svolta nella vita di Hudak è arrivata quando ha scoperto la Veterans Exploring Treatment Solutions, un’organizzazione con sede in Texas che offre supporto ai militari afflitti da condizioni simili per accedere a terapie basate su sostanze psichedeliche nei paesi in cui sono legali o non regolamentate. Nel 2022, Hudak è stato selezionato per partecipare a uno studio condotto dall’Università di Stanford, con l’obiettivo di testare l’efficacia dell’ibogaina.

L’ibogaina è una sostanza utilizzata da secoli dalle tribù pigmee dell’Africa centrale in cerimonie spirituali e riti di guarigione. Tuttavia, la sua legalità è ancora controversa in molti paesi, compresi gli Stati Uniti.

Hudak è stato uno dei trenta veterani delle Forze Speciali con lesioni cerebrali traumatiche e gravi sintomi psichiatrici che hanno partecipato allo studio. I risultati dello studio, pubblicati su Nature Medicine, sono stati straordinari. Dopo aver assunto l’ibogaina, i partecipanti hanno sperimentato una riduzione media del 88% dei sintomi del Ptsd, dell’87% dei sintomi depressivi e dell’81% dei sintomi d’ansia. Incredibilmente, gli effetti positivi sono durati almeno un mese.

Questi veterani, che affrontano non solo traumi bellici ma anche lesioni cerebrali, spesso ricevono trattamenti convenzionali come antidepressivi e ansiolitici che non affrontano direttamente le lesioni cerebrali. L’ibogaina, con i suoi risultati straordinari, offre una nuova speranza per coloro che non hanno risposto ai trattamenti tradizionali.

Lo studio rappresenta un capitolo nell’interesse crescente per l’uso dei composti psichedelici nel trattamento di gravi disturbi mentali. Nel 2019, la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha approvato l’uso di ketamina per il trattamento della depressione resistente ai farmaci. Recentemente, è stata presentata una richiesta di approvazione dell’Mdma (comunemente noto come ecstasy) per il trattamento del Ptsd.

Nonostante i risultati promettenti, ci sono ancora domande irrisolte riguardo all’ibogaina. Gli scienziati ipotizzano che possa aumentare la plasticità cerebrale e influenzare i livelli di una proteina chiave legata alla serotonina, ma gli effetti sulla funzione cognitiva rimangono un mistero. Nonostante il potenziale dell’ibogaina, ci sono preoccupazioni sulla sua sicurezza, in quanto può accelerare il ritmo cardiaco.

L’ibogaina si sta rivelando una promettente terapia per i veterani colpiti da gravi lesioni cerebrali e sintomi depressivi debilitanti. Nonostante le controversie sulla sua legalità e le preoccupazioni sulla sicurezza, i risultati degli studi finora sono straordinari e offrono una nuova speranza per coloro che non hanno risposto ai trattamenti tradizionali.

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