venerdì, Maggio 24, 2024
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Boicottaggio esplosivo nei Paesi Arabi: i marchi americani McDonald’s, Coca-Cola e Starbucks sotto assedio!

Nel cuore dei Paesi Arabi, si sta scatenando una crisi senza precedenti che ha gettato McDonald’s, Coca-Cola e Starbucks in un abisso senza fine. La potente Corporate America è in ginocchio, costretta a fare i conti con le drammatiche conseguenze del conflitto israelo-palestinese, un conflitto che ha riversato le sue nefaste implicazioni ben al di là dei confini del Medio Oriente. La battaglia che si sta combattendo tra Israele e Hamas, unita ai venti di guerra che spazzano il Mar Rosso, sta avendo un impatto devastante su alcuni dei più grandi marchi statunitensi, che ora affrontano un crescente boicottaggio da parte dei consumatori.

Da ottobre, in diversi Paesi arabi, un numero sempre maggiore di giovani consumatori ha deciso di voltare le spalle a McDonald’s, evitare gli amati caffè di Starbucks e optare invece per alternative locali alla Coca-Cola. La famosa catena di caffè di Seattle è finita addirittura nella lista nera dei brand “banditi” dai consumatori, una lista che si è diffusa a macchia d’olio sui social media egiziani.

Secondo quanto riportato da Bloomberg News, durante una giornata qualunque al Cairo, decine di locali Starbucks e McDonald’s, solitamente affollati, si sono ritrovati completamente deserti. Nel frattempo, un produttore di bevande gassate egiziano ha affermato che le sue vendite sono triplicate dall’inizio del conflitto, grazie al fatto che i consumatori hanno smesso di bere Coca-Cola e Pepsi. Nayera Ahmed, una studentessa di comunicazione di 19 anni della capitale egiziana, ha dichiarato: “Io e i miei amici eravamo degli affezionati frequentatori di Starbucks, ma ora è una vergogna mettere piede in uno dei loro locali. Siamo obbligati a fare il minimo indispensabile. Perché dovremmo spendere soldi in queste aziende occidentali?”.

Questa tendenza si sta rapidamente diffondendo in diversi paesi musulmani del Medio Oriente e oltre, dove le persone manifestano apertamente la loro indignazione nei confronti degli Stati Uniti e dell’Europa per non aver fatto abbastanza per porre fine all’offensiva israeliana a Gaza. In Giordania, molti Starbucks e McDonald’s sono rimasti vuoti da ottobre, e persino nei supermercati sono comparse etichette con la scritta “boicottaggio” su numerosi marchi stranieri. In Turchia, il Parlamento ha annunciato che avrebbe rimosso la Coca-Cola dalle caffetterie, mentre in Kuwait i locali Starbucks nelle zone più affollate hanno registrato un forte calo di clienti. Nonostante Starbucks sostenga di non avere un’agenda politica e di non finanziare operazioni governative o militari, l’emorragia di consumatori continua senza sosta.

Il CEO di McDonald’s, Chris Kempczinski, ha rivelato che l’azienda sta subendo un “impatto significativo sul business” nella regione. Nel frattempo, le azioni di Americana Restaurants International, l’operatore di franchising del Medio Oriente per KFC, Pizza Hut, Krispy Kreme e Hardee’s, sono crollate fino al 27% sulla borsa saudita nei mesi successivi allo scoppio del conflitto.

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