venerdì, Giugno 9, 2023
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Cannesyounot: scoppia la protesta social. Ecco che cosa significa!

L’hashtag “Cannesyounot” sta spopolando sui social. Nonostante la cerimonia di apertura sia stata priva delle temute contestazioni e tutto sia filato con precisione svizzera, con foto memorabili, parterre de roi e il solito, atteso, glamour della Croisette, la 76/a edizione del festival di Cannes rimane sotto il pericolo delle proteste da parte di coloro che sono contrari alla riforma delle pensioni francesi, al terrorismo e al popolo green.

In aggiunta a questo clima di tensione, si è verificata una pesante campagna sui social media con l’hashtag #cannesyounot. Questa accusa la manifestazione di celebrare personaggi con trascorsi non propriamente limpidi, come Johnny Depp. L’attore ha aperto il festival con il film “Jeanne du Barry” di Maïwenn.

La campagna sui social era stata lanciata già prima dell’inizio del festival dai sostenitori della ex moglie di Depp, Amber Heard. In particolare dalla giornalista, attivista e amica intima di Amber, Eve Barlow.

Cannesyounot: “Se sostieni Cannes, sostieni gli stupratori”

Secondo quanto dichiarato dalla Barlow, il festival di Cannes avrebbe ospitato “stupratori e abusatori”. A dimostrarlo le foto di uomini celebri accusati di abusi che sono stati ospiti di spicco del festival negli anni passati, accompagnate dall’hashtag #cannesyounot.

In questa 76° edizione, il caso più discusso riguarda Johnny Depp. Ma la lista comprende anche nomi come Roman Polanski, Harvey Weinstein, Woody Allen, Gerard Depardieu e Luc Besson.

Il post della Barlow sottolinea che “se si sostiene Cannes, si sostengono i predatori”. Secondo quanto riportato da Variety, una sostenitrice del movimento che gestisce l’account Twitter @leaveheardalone, di nome Rebecca, è tra le persone che hanno contribuito ad organizzare la campagna.

La scelta di aprire il festival con Johnny Depp, la cui vicenda giudiziaria è stata vista da molti come un tentativo di sabotare il movimento #metoo e di far tornare l’industria di Hollywood allo status quo precedente, è stata giudicata sconveniente dalla campagna.

La battaglia si sposta sui social

La città di Cannes ha imposto un divieto di proteste lungo la Croisette e nelle zone circostanti durante l’intero periodo del Festival. Tuttavia, gli organizzatori della campagna “Cannesyounot” stanno portando avanti la loro battaglia attraverso i canali digitali.

Durante la prima conferenza stampa del festival, Thierry Fremaux, il delegato generale dell’evento, ha sottolineato che la presenza massiccia dei giornalisti dimostra che il festival non è un luogo per stupratori.

Fremaux ha anche respinto le accuse di Adèle Haenel, l’attrice che ha pubblicato una lettera su Telerama in cui afferma di essersi ritirata dalle scene in segno di protesta dopo il premio César assegnato a Roman Polanski.

Nella lettera, Haenel ha citato Polanski, Depardieu e Depp come esempi di uomini violenti. Fremaux ha invece affermato che la decisione della corte di assolvere Depp dimostra che le accuse non sono fondate.

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