mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Guerra al tabacco in Francia: divieti e prezzi astronomici per le sigarette!

La Francia ha avviato un rigoroso percorso nella lotta contro il fumo, implementando misure radicali che promettono di ridurre il consumo di tabacco nel Paese. Sotto la guida del ministro della Salute Aurélien Rousseau, il governo francese ha presentato un nuovo programma nazionale contro il tabagismo, caratterizzato da un aumento significativo dei prezzi delle sigarette e dall’estensione dei divieti di fumo a spazi aperti come spiagge, parchi e boschi. Queste azioni rispondono a una politica di salute pubblica volta a rendere il divieto di fumo una norma consolidata nel territorio francese. L’obiettivo è quello di raggiungere un prezzo di 13 euro per pacchetto di sigarette entro il 2026, con un aumento intermedio a 12 euro già nel 2025.

Il programma francese segue le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che considera l’aumento del prezzo dei prodotti del tabacco come il metodo più efficace per disincentivare il vizio del fumo. La Francia, attraverso queste misure, si pone come leader nella lotta antifumo in Europa, con l’obiettivo di avere un impatto significativo sulla salute pubblica e sul benessere dei suoi cittadini.

Nel frattempo, in Nuova Zelanda si sta assistendo a un’inversione di tendenza inaspettata e controversa. Il nuovo governo ha deciso di revocare una legge anti-tabacco precedentemente approvata dal governo di Jacinda Ardern. Questa legge avrebbe rappresentato un passo significativo nella lotta al fumo, vietando la vendita di tabacco alle nuove generazioni a partire dal 2027 e riducendo drasticamente il numero di tabaccherie nel Paese. Tuttavia, la decisione di revocare tale legge ha suscitato preoccupazioni e critiche, in particolare da parte delle associazioni sanitarie.

Hpai Te Hauora, un’associazione sanitaria maori, ha espresso una ferma opposizione a questa decisione, sottolineando come essa ignorasse le richieste delle comunità per una maggiore protezione dalla dipendenza dal tabacco. L’associazione ha evidenziato che la popolazione indigena della Nuova Zelanda è particolarmente colpita dal fumo e dalle malattie correlate, con il fumo identificato come la principale causa di morte evitabile nel Paese. I modelli statistici avevano stimato che la legge anti-tabacco avrebbe potuto salvare fino a 5.000 vite all’anno, mettendo in luce l’importanza di tali misure per la salute pubblica.

La Francia e la Nuova Zelanda rappresentano due esempi contrastanti di come i governi affrontino la problematica del fumo. Da un lato, la Francia sta adottando un approccio proattivo e rigoroso, mentre la Nuova Zelanda sembra fare un passo indietro rispetto ai progressi fatti in precedenza. Queste dinamiche riflettono le diverse strategie politiche e sanitarie adottate a livello globale nella lotta contro il tabagismo, un tema che continua a essere al centro del dibattito pubblico e della salute mondiale.

Queste iniziative, in contesti nazionali così diversi, sollevano questioni cruciali riguardo al ruolo dei governi nella promozione della salute pubblica e nel contrastare l’influenza delle industrie del tabacco. Mentre la Francia si muove verso una società più sana con politiche stringenti, la Nuova Zelanda sembra fare un passo indietro, sollevando preoccupazioni sul futuro della salute pubblica e sulle implicazioni a lungo termine di tali decisioni politiche.

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